Lo guardi e rimani a bocca aperta: il fisico è da campione del mondo.
Muscolatura impressionante, leve lunghe, altezza perfetta. Non c'è differenza tra il "telaio" di Nmomah e quello - per fare qualche nome - di gente come Charlo, Morrell e Mbilli.
Eppure, dopo 8 anni di professionismo, Nmomah ha combattuto soltanto 3 incontri di livello. E li ha persi.
Con Chiancone (2022) in modo insindacabile, subendo un KO pesantissimo al terzo round.
Con Morello (2024), invece, in modo più misterioso.
Dato favorito da molti alla vigilia per via della superiorità fisica, Nmomah si fece imbrigliare dalla strategia dello "Spartano" e portò pochissimi colpi in un incontro combattuto a ritmi veramente bassi.
Oggi come allora, rivedendo il match è difficile capire dove finiscano i meriti di Morello e dove iniziano i demeriti di Nmomah: se da un lato Morello fu abilissimo, dall'altro la sensazione è che Nmomah non abbia fatto quello che, sulla carta, avrebbe potuto fare. Una sorta di blocco mentale, probabilmente.

La terza sconfitta di Nmomah, invece, è un discorso completamente diverso e contribuisce a confondere le idee.
Poco dopo la delusione con Morello, infatti, Nmomah accettò la chiamata in Germania per affrontare Vincenzo Gualtieri (ex campione del mondo IBF). Nessuno credeva che potesse essere competitivo, eppure quella sera si inventò una prestazione di altissimo livello sia a livello tecnico che a livello caratteriale. 
Sul ring di Charlottenburg si vide quel talento di cui da tanti anni si parla nelle palestre di Milano e che, forse, più di una volta e per tanti motivi misteriosi, è rimasto proprio in palestra. Gualtieri venne aiutato dai giudici ma Nmomah, al di là del verdetto, ne uscì alla grande.
A questo punto, per Nmomah la sfida con Yassin Hermi è fondamentale. Se vincerà può ridare slancio ad una carriera in cui finora ha raccolto molto meno di quello che ci si poteva aspettare. Se perderà, al contrario, sarà molto difficile puntare a qualsiasi obiettivo rilevante in futuro. 
In senso metaforico, Nmomah è un pugile alle corde. Ma se riuscirà a gestire la pressione e sfruttare le sue qualità potrebbe essere una delle grandi sorprese di questo TAF.