IL "MODELLO OULARE" - CON TAF ESCI SOLO SE PUOI VINCERE

IL "MODELLO OULARE" - CON TAF ESCI SOLO SE PUOI VINCERE

Una vittoria impressionante.

Sabato scorso Morike Oulare ha messo KO il danese Hamza Hussein in un incontro internazionale.
 

Si combatteva a Copenhagen e Hussein era imbattuto in 10 match da professionista.

Oulare lo ha messo giù una prima volta e poco dopo ha terminato l'opera con un destro devastante il cui impatto ha spento le lampadine ad Hussein facendo calare il silenzio alla Frederiksberge Arena. 

La vittoria di Oulare arriva dopo un periodo travagliato: dopo la sconfitta per KO subìta da Kogasso, il 28enne della Guinea (ma milanese di adozione) si era rifatto mettendo giù Gabriele Casella al primo round, ma poi il verdetto era stato cambiato da vittoria a "no contest" per via di un colpo scorretto mentre Casella era in ginocchio.

Questa vittoria, però, lo rilancia in pieno e dà valore al lavoro svolto insieme a coach Gigliotti e allo stesso Kogasso, di cui Oulare è diventato a tutti gli effetti compagno di squadra.

E, da Monza, arrivano i complimenti di patron Germani: "sono felicissimo per la vittoria di Oulare, arrivata in modo netto e spettacolare. Ho sempre pensato che fosse un pugile di alto livello e per questo l'ho tenuto nel team anche dopo la sconfitta con Kogasso".

Secondo Germani, la strada è tracciata: soltanto i migliori del circuito italiano devono andare a combattere all'estero. 


"Oulare è stato il primo pugile TAF impegnato in una trasferta internazionale e ha onorato i nostri colori. In generale posso garantire che i nostri pugili usciranno dall' Italia solo se saranno competitivi per vincere. Non manderò mai un pugile all'estero se non ha una possibilità concreta di vittoria. Oulare ce l' aveva. E credo che si sia visto..." 

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