MAZZON VS FARAONI - L' ANTIDOPING DELLA DISCORDIA

MAZZON VS FARAONI - L' ANTIDOPING DELLA DISCORDIA

ll match è stato meraviglioso.

Christian Mazzon e Francesco Faraoni ci hanno regalato un titolo d'Italia mozzafiato, vinto ai punti da Mazzon per split decision. 

E allora perchè sui social si è scatenata la polemica? 


Il motivo non risiede in quello che è successo sul ring, ma in quello che è accaduto subito dopo il match.

Christian Mazzon, infatti, non ha effettuato il controllo antidoping della NADO (Organizzazione Nazionale Antidoping). 

A spiegarci le ragioni è lui stesso, ricostruendo i momenti successivi alla proclamazione del verdetto.

"Subito dopo l'incontro ho accusato un forte malessere. Nausea e giramenti di testa. A quel punto il medico mi ha esortato a salire sull'ambulanza per essere trasportato immediatamente all'ospedale. In effetti, all'ospedale sono stati riscontrati diversi valori sballati e nei prossimi giorni dovrò sottopormi ad altre analisi per capire di che cosa si tratta e come curarmi". 

All'angolo opposto, la posizione di Francesco Faraoni è chiara:


"È stato un grande match e credo che il pubblico abbia visto un bellissimo titolo d’Italia. Se dopo l’incontro Mazzon si è sentito male e sta facendo degli accertamenti gli auguro sinceramente di rimettersi al più presto" ha dichiarato il talento romano nella mattinata di oggi. 

"Detto questo, credo che la questione dell’antidoping sia un piano diverso. La salute di un atleta viene prima di tutto, ma proprio per questo esistono procedure precise gestite dalla NADO Italia e dal medico incaricato dei controlli, che hanno il compito di garantire che il test venga completato. Non è una questione personale né legata a questo incontro in particolare: è semplicemente il rispetto delle regole e delle procedure che fanno parte del sistema e che servono a tutelare tutti gli atleti e la credibilità dello sport". 

Già, le procedure. Sul tema interviene anche Giovanni De Carolis, che sabato era all'angolo di Faraoni: 

"Andare in ospedale dopo un incontro, se ci si sente male, è sacrosanto. Ma gli ufficiali della NADO avrebbero dovuto seguire Mazzon e raccogliere un campione di urine in loco per evitare qualsiasi dubbio. Nella mia carriera ho effettuato moltissimi test e sono stati sempre estremamente stringenti. I funzionari antidoping all'estero non ti fanno respirare: rimangono con te addirittura per vederti urinare. Invece nessuno ha raggiunto Mazzon in ospedale e, di conseguenza, non è stato testato".

"Ho sentito che questa situazione era già accaduta a Mazzon in occasione di un suo incontro precedente" prosegue De Carolis. "Sabato ha fatto un grande match e non metto in dubbio la sua buona fede, ma questa vicenda lascia un punto interrogativo sulla gestione dei controlli in casi simili, specialmente considerato che molti pugili devono andare in ospedale dopo i match".

Anche il patron di TAF Edoardo Germani interviene per offrire la sua visione sui fatti:


"Capisco il punto di vista di entrambe le parti" dichiara Germani. "Sia di Mazzon, che ha seguito le indicazioni del medico sia del team di Faraoni, che lamenta la mancata esecuzione del test. Credo che la NADO avrebbe potuto mandare un suo ufficiale in ospedale da Mazzon e prelevare un campione di urine in quella sede. Penso che sia una falla del sistema e sono dispiaciuto per la vicenda".



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