Guerra.
Non c'è altra parola per descrivere quello che accadrà tra Momo Elmaghraby e Vincenzo Lizzi il prossimo 7 marzo.
Dopo 1 anno intero di "caccia all'uomo" Lizzi ha ottenuto il suo obiettivo: voleva Elmaghraby e adesso ce l'ha.

La scelta di Lizzi - che ha solo 4 match da professionista - è coraggiosa: Elmaghraby è il riferimento della categoria (pesi mediomassimi), a maggior ragione dopo la travolgente vittoria su Davide De Lellis.

In quel match Momo è diventato Campione Italiano, dimostrando di essere un pugile capace anche di poter chiudere gli incontri con quello che in America chiamano "equalizer", cioè il colpo secco del KO. Quello che spegne le lampadine e fa rimanere il pubblico senza fiato.
Lizzi, dal canto suo, proverà a mettere a frutto la sua fisicità possente e la grande carriera dilettantistica con la nazionale, con cui ha disputato decine di tornei internazionali, campionati mondiali compresi.

Sul ring dell'Allianz sarà anche uno scontro di percorsi - Elmaghraby è passato professionista molto prima di lui - e questo accresce il fascino di un duello di cui - giustamente - si parla già tantissimo.

Sul ring dell'Allianz sarà anche uno scontro di percorsi - Elmaghraby è passato professionista molto prima di lui - e questo accresce il fascino di un duello di cui - giustamente - si parla già tantissimo.
Edoardo Germani ne è entusiasta: "sapevo che gli appassionati sarebbero stati felici e i numeri subito dopo l'annuncio lo hanno confermato".

"Questo è il classico match TAF, un 50-50 dove è impossibile individuare un favorito. Momo ha dimostrato di che pasta è fatto, Vincenzo è l'emblema della determinazione. Non vedo l'ora di vederli in azione".