Una carriera all'inglese.
Il percorso di Valerio Mantovani ricorda quello dei vari Chisora, Ryder, Eubank & company all'inizio delle loro grandi carriere. Quel "ovunque contro chiunque" che fa sognare gli appassionati.

Ma non siamo a Londra. Qui abbiamo un ragazzo di Milano forte e determinato che, da sempre, pretende di affrontare i migliori rivali sulla piazza. Costi quel che costi.
Dopo la guerra con Magrì e quella con El Harraz, a TAF13 Mantovani se la vedrà con Maxim Prodan. Uno che ha oltre il doppio dei suoi match, un pugno pesantissimo e un curriculum di prestigio internazionale. 
L' incontro - ragionando a livello stilistico - potrebbe essere il match più brutale della serata.
Prodan ama scambiare a viso aperto e ha una potenza impressionante. Mantovani è quasi la sua fotocopia. Forse un filo meno potente, ma più mobile.
Dai video pubblicati in questi giorni dallo stesso Mantovani si nota un lavoro certosino - insieme a coach Francis - di schivate e uscite laterali. Probabilmente il piano è quello di non scendere immediatamente sul terreno della battaglia e approfittare di un gioco di gambe in costante miglioramento.

Ma occhio: è vero che il lavoro con Francis lo porterà a cercare incroci e rientri, ma il suo DNA prima o poi lo porterà a fermarsi davanti a Prodan e scaricare l'artiglieria pesante.
Le motivazioni, oltretutto, saranno al top per entrambi: nessuno dei due può permettersi di perdere.

Nè Prodan, che vuole debuttare in TAF dimostrando il suo valore, nè Mantovani, che punta al titolo italiano in tempi brevissimi.
Attenzione a quei due: soprattutto perchè la sensazione è che ne rimarrà in piedi uno solo...