A TAF 13 Bologna é stato inarrestabile e Kogasso perfetto. Lunga vita ai nuovi Campioni Europei Silver.
Ma sabato scorso l'uomo che ha regalato più emozioni di tutti è stato un altro.
Si chiama Valerio Mantovani, ha 30 anni ed è ufficialmente il pugile più duro in Italia.
Al suo ottavo incontro da professionista, Mantovani ha vinto una guerra clamorosa contro il picchiatore ucraino Maxim Prodan, un uomo con un curriculum di alto livello e due ferri da stiro al posto delle mani.
Due anni fa Mantovani si era lamentato pubblicamente del fatto che non riusciva a trovare avversari disposti ad affrontarlo. Aveva dichiarato che tutti lo scansavano. Ai tempi pochi lo avevano preso sul serio, perché aveva soltanto 2 match all'attivo.
Adesso - col successo contro Prodan che si aggiunge a quello su El Harraz - abbiamo appurato che diceva la verità.
Guardando con attenzione l'incontro di sabato scorso una cosa è chiara: Mantovani ha tutto quello che serve per trasformare le notti dei suoi rivali in un incubo.
È potente, con le sue leve corte e il fisico compatto.
È tecnico quanto basta, con i suoi spostamenti laterali perfetti per cambiare angolo ed evitare i colpi.
Ma soprattutto - e questa è la sua vera forza - non ha la minima esitazione. Si è visto ogni volta in cui Prodan è riuscito a schiacciarlo all'angolo e a colpirlo duramente. Anche sotto una pressione esagerata Mantovani rimaneva calmo: stringeva i denti, sorrideva e ripartiva subito dopo con scariche violente, dimostrando un fisico durissimo e un carattere di ferro.
Questo è il classico pugile che si esalta nella battaglia e che, più colpi prende, più colpi vuole dare.
TAF ha trovato un “guerriero messicano” che per qualche strana ragione è nato a Milano e che per qualche altra strana ragione non era ancora esploso prima.
Non vorrei essere un peso superwelter in questo momento.