La conferenza stampa che ha lanciato TAF 13 è andata in scena al Palazzo CONI di via Piranesi a Milano, in una sala gremita di spettatori, giornalisti, content creator e addetti ai lavori. I presenti hanno assistito a confronti accesi e dichiarazioni forti tra gli avversari impegnati sabato 23 maggio sul ring dell’Allianz Cloud, in un clima elettrico ma sempre nel rispetto della sportività.
Il primo a prendere parola è stato Edoardo Germani, Founder di TAF:
«Abbiamo cominciato il nostro percorso con l’obiettivo di dare nuova linfa al titolo italiano, rendendolo un test duro e importante come avveniva in passato, un crocevia per sfidare i più forti a livello nazionale. Lo step successivo è stato arrivare al palcoscenico europeo, dando l’opportunità ai nostri pugili di disputare le sfide titolate in casa, presentandoci alle aste con offerte vincenti. A TAF 13 vedremo ben due match con in palio il titolo dell’Unione Europea. L’obiettivo ora è consolidarsi su questo standard, per poi alzare ulteriormente l’asticella».
Germani prosegue:
«Come management non ci interessa costruire la carriera dei pugili con match abbordabili contro avversari sfavoriti, è una mentalità che appartiene al passato e che abbiamo contribuito a cambiare totalmente. TAF crea opportunità per quegli atleti che vogliono davvero mettersi in gioco e dimostrare il proprio valore con i fatti, in sfide impegnative. Nel percorso di uno sportivo vale più una sconfitta combattuta di una vittoria facile. E cerchiamo di valorizzare i pugili anche al di fuori del ring, puntando i riflettori sulle loro storie e personalità».
Infine, il Founder di TAF conclude:
«Il pubblico sta aumentando esponenzialmente, ci dimostra un affetto straordinario. Per TAF 13 abbiamo venduto in tre giorni il numero di biglietti che prima esaurivamo in due mesi. E l’evento sarà trasmesso da Mediaset».
Ed ecco le dichiarazioni dei pugili presenti.
Morello vs. Bologna - Titolo EBU Silver (ex Unione Europea) dei Pesi Medi
Dario Morello, 32 anni, calabrese di origine ma residente a Bergamo: «Bologna è un buon pugile che non sottovaluto, ma la boxe è fatta di livelli. Mi sento superiore, faccio proprio un altro sport. Di solito combatte da picchiatore aggressivo, questa volta invece mi aspetto che userà tattica e strategia. Lo batterò facilmente come ho liquidato pugili migliori di lui, e poi voglio la chance per il titolo europeo, che sia in casa o all’estero. Mi sono stufato dei teatrini nazionali, regalo visibilità a colleghi che non la meriterebbero affatto».
Paolo Bologna, 29 anni, da Firenze: «Morello mi ha provocato toccando il calcio storico, che fa parte della mia identità e della storia di Firenze: ecco perché sul ring combatterò per una città intera. Vincerò per la fame e il cuore che mi contraddistinguono, farò scendere Morello dal piedistallo con le cattive maniere. Non ho solo il colpo da KO, l’ideale sarebbe batterlo ai punti dandogli una lezione di pugilato. Sono pronto a fargli male con ogni singolo colpo».
Kogasso vs. Muslimov - Titolo EBU Silver, Pesi Massimi Leggeri
Jonathan Kogasso, 30 anni, da Voghera: «Ricevere la cittadinanza italiana è stata una soddisfazione immensa, un’emozione unica. Ora sono ancora più determinato a prendermi ciò che mi spetta, dopo essermelo sudato con la fatica e i pugni. Consiglio a Muslimov di aspettarsi il peggio: è un pugile pericoloso, ma io non posso permettermi passi falsi, ho obiettivi troppo grandi. Pressione? E di che? Mi preparo per mesi in palestra tra sacrifici e rinunce per divertirmi sul ring. Il 23 maggio ci sarà prima una battaglia, poi la festa. Ed è solo l’inizio».
Elmaghraby vs. Lizzi - Pesi Mediomassimi
Mohamed Elmaghraby, 29 anni, nato in Egitto ma residente a Monza: «Lui non ha potuto affrontarmi a marzo per un virus, il Fuoco di Sant’Antonio. Mi sa che gli è venuto perché era troppo stressato al pensiero di vedersela con me. Lizzi è un pugile solido, duro, con una grande esperienza da dilettante, ma io ho dieci match da professionista in più di lui, e la metà li ho vinti per KO. Sarà una sfida combattuta, sono pronto a qualsiasi scenario. Vediamo quanto gli servirà la sua lingua lunga sul ring».
Vincenzo Lizzi, 30 anni, da Marina di Fuscaldo, provincia di Cosenza: «Stimo Elmaghraby come pugile, ma non mi piace affatto come persona, è uno sbruffone. Per me è una grande occasione: mi aspetto un match tattico, ma so che basterà un colpo a trasformarlo in una guerra sportiva. Pronostici? Potrebbe finire per KO oppure ai punti, ho un repertorio vario, dipenderà dall’andamento del match. Sono pronto, non mi farò sfuggire un treno così importante per la mia carriera».
Mantovani vs. Prodan - Semifinale Titolo Italiano, Pesi Superwelter
Valerio Mantovani, 30 anni, da Milano: «Conosco Prodan da anni: quando ho cominciato a fare boxe, lui era uno degli istruttori dei corsi che frequentavo. Oggi ha il quadruplo dei miei match da professionista, ma non mi spavento, anzi: per me è un onore affrontare un pugile così esperto e pericoloso. Il fatto che me l’abbiano proposto attesta la stima di TAF nei miei confronti, e il livello a cui sono arrivato. Accetto solo incontri veri, difficili, per mettermi alla prova e dimostrare il mio valore. Faremo il match della serata, ne sono certo».
Maxim Prodan, 33 anni, ucraino residente in Lombardia: «Ho molta più esperienza di Mantovani, è vero, però oltre al numero dei match conta anche la qualità degli avversari, e lui ha affrontato pugili forti. Ultimamente stavo combattendo una volta all’anno ma sono pronto, sento la fiducia di TAF ed è un piacere tornare sul ring dell’Allianz Cloud, dove ho già vinto tanto in passato. Io e Mantovani siamo due guerrieri dalla mano pesante, aspettatevi un KO».
Hermi vs. Nmomah - Semifinale Titolo Italiano, Pesi Supermedi
Yassin Hermi, 24 anni, da Firenze: «Nmomah è stato irrispettoso con me, alcune sue parole e atteggiamenti non mi sono piaciuti. Sì, in passato siamo stati compagni di team per un periodo, quindi conosco bene i suoi punti deboli. Lo metterò KO entro la terza ripresa per rilanciarmi dopo mesi complicati, che ho affrontato uscendone a testa alta e con una marcia in più. Sono affamato, spazzerò via Nmomah e mi prenderò il titolo italiano in finale».
Joshua Nmomah, 29 anni, nato in Nigeria ma residente a Novara: «Vengo da un periodo difficile, con qualche sconfitta in più del dovuto. Ecco perché non vedo l’ora di rifarmi, e Hermi se ne accorgerà presto: la sua convinzione si sbriciolerà appena sentirà quanto sono pesanti le mie mani. Tra noi è una questione personale, abbiamo condiviso tanto insieme e ora siamo avversari: sarà un match intenso sin dal primo round».