Edoardo Germani, Founder di TAF, ha rilasciato una lunga intervista a Luca Chiancone, pugile non più in attività, in passato volto di TAF 5 per il suo noto match contro Dario Morello, ora ideatore e conduttore di FaceOff Podcast, oltre che telecronista.
Il format si propone di parlare di "pugni, progetti e obiettivi" e ha siglato una partnership con la Federazione Pugilistica Italiana (FPI).
Germani è stato ospite della seconda puntata di FaceOff per quasi un'ora di una chiacchierata che ha toccato diversi temi interessanti e inediti.
DIETRO TAF. I RETROSCENA DEL PROGETTO
Chiancone esordisce chiedendo a Germani del suo background e di come sia arrivato all'attività da promoter:
Dopo aver completato un percorso di studi in un altro ambito, ho capito che quella strada non faceva per me e che volevo crearmi un futuro nel pugilato, uno sport che ho praticato e che mi appassionava da anni. Frequentando il Fight Club Seregno, la palestra del Maestro Benemerito Antonio Leva, ho conosciuto suo figlio Luca, organizzatore dell'evento La notte dei campioni, appuntamento storico del territorio. Ho cominciato ad aiutarlo nella sua attività da promoter partendo dalle basi. Quando è arrivata Bellator MMA in Italia, ai tempi la seconda promotion di MMA al mondo per importanza, Luca mi ha portato con sè a lavorare nella produzione degli eventi, e ho visto da vicino cosa significava mettere in piedi e gestire manifestazioni sportive di quel calibro.
E da dove arriva l'intuizione di mettersi alla prova nella boxe?
A un certo punto mi sono detto: "Nel pugilato italiano c'è un buco di mercato: manca un'organizzazione capace di portare in scena uno show godibile anche dagli spettatori casuali, e un matchmaking che renda gli incontri avvincenti". Siamo partiti con il primo evento a Meda, cittadina in provincia di Monza, a marzo 2022. Ci abbiamo messo grandi sforzi, dedizione, un pizzico di sana follia ed è andato bene, ci ha dato fiducia e ottimismo nel futuro.
C'è poi il grande tema degli sponsor, compagni di avventura fondamentali che però bisogna saper valorizzare:
Allo sponsor che crede nel progetto devi restituire un valore concreto, tangibile, misurabile. Devi dare un seguito al suo investimento, una logica che è sempre un po' mancata nel mondo del pugilato italiano. Così si creano relazioni stabili, durature e di soddisfazione reciproca. E infatti abbiamo un team interno strutturato che lavora per quantificare e trasmettere il grande ritorno d'immagine e giro di affari che TAF può dare ai suoi sponsor.
A questo punto Chiancone incalza Germani sul tema del trash talking, il Founder di TAF risponde:
I pugili, ma in realtà gli sportivi in generale, ormai sono delle aziende, e devono ragionare in quest'ottica. Un atleta che non si sa promuovere perde una grandissima fetta di guadagni, cioè quella che può derivare dagli sponsor. La maggior parte delle entrate degli sportivi più pagati al mondo arriva dalle sponsorizzazioni. Ecco perché in TAF lavoriamo sulla comunicazione, sul creare hype, per dare un palcoscenico ai pugili che possono esprimere la loro personalità e crearsi un seguito, che si traduce in numeri che diventano vendibili. E così possono prendere anche borse più alte, perché creano valore.
Germani aggiunge un elemento ulteriore:
In più, questo ecosistema mediatico che abbiamo creato porta inevitabilmente i pugili a confrontarsi, a esporsi - e non c'è niente di costruito a tavolino, tante reazioni nascono dalla tensione e rivalità che si crea in settimane di provocazioni tra avversari - mettendoli sotto pressione per vedere come reagiscono, come la gestiscono in previsione di sfide future in contesti europei o internazionali. Prima questo test psicologico mancava, e spesso i nostri atleti arrivavano impreparati al grande salto di carriera.
In chiusura, ecco qualche anticipazione sul futuro:
Ci vediamo a novembre a Milano per TAF 14, con una card potentissima, mai vista prima. E in generale lavoriamo per continuare ad aumentare il numero di eventi annuali, preparandoci a debuttare in nuove città italiane. Seguiteci.